Libertà di pensiero sì, ma non sull'uscita dall'euro

A lungo i no euro hanno denunciato il silenzio che i media nazionali riservavano all'arma atomica da loro proposta, cioè la fuoriuscita dalla moneta unica come soluzione di molti dei mali che affliggono il nostro paese. Adesso che non c'è talk-show in cui i no euro non siano abbondantemente rappresentati (anche se i partiti pro uscita dalla moneta unica sono, al momento almeno, decisamente minoritari), ecco che i no euro vogliono loro stessi rivestire il ruolo di nuovi poliziotti del pensiero unico. Leggi anche Garnero Grillo contro Grillo
16 MAG 14
Ultimo aggiornamento: 21:47 | 16 AGO 20
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A lungo i no euro hanno denunciato il silenzio che i media nazionali riservavano all'arma atomica da loro proposta, cioè la fuoriuscita dalla moneta unica come soluzione di molti dei mali che affliggono il nostro paese. Adesso che non c'è talk-show in cui i no euro non siano abbondantemente rappresentati (anche se i partiti pro uscita dalla moneta unica sono, al momento almeno, decisamente minoritari), ecco che i no euro vogliono loro stessi rivestire il ruolo di nuovi poliziotti del pensiero unico.
Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, ha dichiarato infatti che intende "denunciare per 'procurato allarme' tutti quelli che preannunciano conseguenze negative in caso di uscita dell'Italia dall'euro". Effettivamente non mancano gli economisti che mettono in guardia dalla cosiddetta "Eurexit", anche con argomentazioni serie e ponderate come quelle che abbiamo ospitato ancora di recente sul Foglio (vedi il saggio di Andrea Garnero sul programma economico di Beppe Grillo, tratto dal libro "Alfabeto Grillo"). Salvini però impugna minacciosamente il codice di procedura penale: ''I toni catastrofici usato dai sostenitori dell'euro ad ogni costo, siano essi politici, gruppi editoriali o lobbies di potere - afferma il segretario della Lega - vanno denunciati per procurato all'allarme ai sensi dell'art. 658 del codice di procedura penale''.
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La contraddizione dei no euro, che un tempo se la prendevano con la discriminazione di cui sarebbero stati vittime e che ora vorrebbero invece discriminare chi non la pensa come loro, c'è tutta. La contraddizione della Lega Nord, poi, è addirittura doppia. Il partito in questione, infatti, è impegnato in queste ore in una serie di referendum abrogativi tra cui quello per cancellare la Legge Mancino del 1993 sui reati di opinioni. Motivazioni nobili, quelle della Lega: "Perché la Legge contrasta la libertà di espressione e colpisce chi manifesta le proprie idee. (...) Abrogarla significa garantire a ogni cittadino la libertà di esprimersi liberamente senza incorrere in sanzioni penali". Libertà di espressione sì, insomma, ma non sull'euro.
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